| Da: Tarango |
| Ciao bambinacci, vorrei inaugurare questa splendida domenica mattina
con una sana polemica sulla blog mania.
Orbene, i Blog (abbreviazione simpa di web log), sono spazi internet nei
quali ognuno dice la sua attraverso articoli o contenuti che vengono pubblicati
in real time ( o meglio autopubblicati), generalmente con un denominatore
comune alla base.
Niente di nuovo, roba fattibile da anni a patto di avere qualcosa da dire
ed un sistemino di content distribution banalissimo. Chiunque ha sempre
potuto fare sta roba (ed infatti ci sono centinaia di migliaia di cose
simili nel mondo da diverso tempo, che però non si auto-catalogano
con il termine blog).
Anche alcune ultime evoluzioni dei sistemi di forum possono tranquillamente
definirsi blog.
Se qualcuno di voi avesse chiesto a me o a Fabrizio o a qualunque con
minima competenza su Internet: "Posso aprire uno spazio web dove
la gente possa auto.pubblicare delle cose in tempo reale, dato uno o più
ambiti? La risposta sarebbe stata: certo, è una cagata, come vuoi
impostarla?
Nessuno si è mai posto sto problema.
Cosa è cambiato? Che adesso il termine blog fà tendenza????
Ieri nessuno aveva nulla da pubblicare, nè voglia di curarne l'impostazione,
mentre oggi siccome si chiamano blog tutti vogliono fare i bloggers?
La definizione di blog è ampia quasi come quella di sito internet,
e allora perchè non c'è nessun Siters? Perchè non
c'è nessun Forumers?
Per esempio chessò, nessuno ha mai voluto definirsi BACHECHERS?
(gestore di bacheche).
Perchè non coniare anche il termine più generale PUGECO
allora (pubblicatore generico di cose), e poi via! Programmi televisivi
sui Pugechi, convention sui Pugechi....e siamo tutti pugechi.
O forse mi sbaglio? Forse BLOG è una definizione veramente specifica
che concerne alcune fondamentali particolarità nel contenuto, nella
tecnologia, nella filosofia, nell'impostazione tali da giustificarne una
tale peculiarità rispetto a qualsiasi altra forma di ogrnanizzazione
e distribuzione dell'informazione vista fino ad oggi?
Se è così che qualcuno mi illumini. Ne saprò di più
anch'io.
il dAMO
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| Da: Paolo Polanza |
Che figata di idea, corro subito a registrare
PUGECO.IT. Avrà un successo pazzesco perchè saranno in
molti a riconoscersi nel pubblicatore generico di
cose, finalmente liberi dalla catene di dover per
forza scrivere di un argomento specifico con
cognizione di causa. Eviva PUGECO.IT.
Come sistema di content potrei utilizzare PHP-Nuke.
Sarei l'unico al mondo ad utilizzarlo per un argomento
diverso da PHP-Nuke stesso.
Tutto ciò per dire che i nomi sono importanti. Tra 2
prodotti uguali vince quello con il nome più carino.
Fino ad adesso tutta una fetta di persone, soprattutto
quelli che vedono l'informatica come un mezzo e non il
fine, erano reticenti a mettere un post su forum,
oppure iscriversi al newsgroup
it.usernet.tag.xp.tar.gz.
Blog ha portato una ventata nuova. Non sono cambiati i
mezzi bensì le persone che li utilizzano.
viva PUGECO.it
viva Blog
POLANZA
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| Da: Ricca |
boh. a parte il poli e la branza, non conosco nessuno che abbia un blog.
però
anche loro due non mi sembrano proprio del blogger veri veri. credo che
i blog nascano dall'esigenza naturale di dire la propria. e hanno in
più la forza di farlo scrivendo. c'è veramente un sacco
di gente alla quale
piace scrivere, capace o meno. soprattutto in italia, paese per questo
veramente
strano. non leggiamo un cazzo ma scriviamo a fiumi.
pare che qui ci siano più blog pro capite che nel resto del mondo.
per quanto mi riguarda, trovo il 90% dei blog noiosi e per nulla interessanti.
ma c'è un 10% che seguicchio. un paio scrivono molto bene ed è
bello seguirli.
ma credo che il tuo problema, taralla, sia sempre il solito: ti sta sul
cazzo
che della gente si definisca in un gruppo (i blogger, quelli di critical
mass, i
milanisti), mentre è una cosa ovvia e naturale del processo socializzante
dell'uomo.
il vero problema non è se far parte o meno di un gruppo. è
in quale gruppo
riconoscerti.
Ricca
NB A proposito, presto apro il mio blog e spero ci vorrai scrivere. puoi
anche
essere anonimo e non riconoscerti, ovviamente.
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| Da: branzi |
Dunque,
il mio non è propriamente un blog, anche perchè è una
specie di sito made
in Branzi (... purtroppo fermo da mesi) e non made "ChissàChi".
Il fatto che Ricca dice "non mi sembrano proprio del blogger veri veri"
è
proprio perchè il mio sito non nasceva come blogger, ma come spazio
disponibile a tutti come punto di ritrovo, luogo di scambio files, ecc.
ma
con una forte caratterizzazione legata a noi Regaz.
Certo, quancuno dirà "ma questo è un blog", però
un blog è inserito
all'interno di schemi ben definiti, con molte limitazioni e un sacco di
pubblicità.
Fare un sito, come lo stavo facendo io, è un'altro tipo di approccio.
Il vero problema di questa soluzione è che nessuno si è poi
interessato a
cosa farci, a cosa metterci sopra, a come utilizzarlo; avevo chiesto
pareri, commenti, richieste, anche insulti, ma non è arrivato nulla,
a
aprte una mailing-list dedicata a questioni calcistiche.
Quindi la questione mi sembra più del tipo:
Oggi: "... sono un pò libero ..... azzen, che figata i blog,
ma perchè non
se ne fa uno"
Domani: "............." tutto tace perchè, com'è
ovvio, si deve lavorare. Se si vuol fare qualcosa di concreto cerchiamo
di esternare e raccogliere
le richieste e le esigenze di ognuno all'interno del gruppo, poi gli daremo
forma in qualche modo, sia esso un blog piuttosto che un sito con dominio
regaz (mi sembra anche giusto identificarsi in qualcosa di comune).
Byez
Branzi
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| Da: tarango |
Macchè Ricca,
a parte il fatto che uno (io per esempio) può benissimo non riconoscersi
in alcun gruppo, ma il mio discorso è diverso, ed il Poli pur ribaltando
il risultato del mio ragionamento lo ha capito perfettamente (questo ti
dovrebbe seriamente preoccupare).
Io sto solo dicendo che blog non significa un cazzo in particolare, niente
che possa dare adito a mode o appunto a gruppi, e neppure aiutarmi ad
identificare alcunchè.
Il gruppo è quello formato da persone che scrivono e pubblicano
su un determinato argomento, scambiandosi opinioni. E' questa definizione
di bloggers che mi infastidisce.
E' una categoria troppo generale. Chi è un blogger? Una persona
che scrive le proprie opinioni, indipendentemente dalla loro natura, dal
modo di esporle, dalla tipologia del contenuto, su un sito Web, per condividerle
con altri? Ma che cazzo di categoria è? Con questo non contesto
in se stesso il processo ed i partecipanti.
Si è vero, forse io per indole tendo a vedere di cattivo occhio
i gruppi in generale, esagerando.
Però non si può nemmeno pensare di "gruppizzare"
tutti (non raggruppare...proprio gruppizzare, concedetemi la licenza)
con qualsiasi scusa.
La mia critica comunque (e forse per questo il Poli ne ha capito meglio
lo spirito) assume anche accezioni puramente informatiche.
Sono molto fastidiosi in genere, per gli addetti ai lavori di qualsiasi
settore, le definizioni estremamente semplicistiche e banalizzanti di
cose in verità complesse, articolate e sulle cui problematiche
e differenze si studia da tempo.
Cip e Cipo
il dAMO
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| Da: Abuelo |
On Mon, 10 Nov 2003 12:11:52 +0100
Tarango wrote: > Io sto solo dicendo che blog non significa un cazzo
in particolare, niente che
possa dare adito a mode o appunto a gruppi, e neppure aiutarmi ad identificare
alcunchè.
Macche' Damo,
di fatto, i blog creano moda. Non è questione di opinioni, è
cosi'. I
partecipanti si identificano fra loro come appartenenti alla "blogosfera".
Tuttavia, rivolgono i loro messaggi non all'interno della community, ma
all'esterno, verso il pubblico, lottando fra loro per la visibilità.
Da questo punto di vista, il blog è il fenomeno internet piu'
vicino al mondo
dello spettacolo, e infatti i bloggers piu' forti possono trasferirsi
direttamente nei canali informativi tradizionali: emmebi alla radio, selvaggia
alla televisione (+ calendario) etc.
Venerdi' sera, a Roma, sono stato a cena dal mio amico blogstar. Mi ha
parlato
della Pizia, di Neri (gnueconomy), di Brodo Primordiale (suo acerrimo
nemico)
etc. Il discorso era assolutamente simile a quello relativo ai personaggi
televisi: share, progetti, invidie, gossip
Quindi il Ricca fa benissimo ad aprire il suo blog, e tra un po' arriviamo
pure
Andre e io.
cià
abuelo
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| Da: Tarango |
Si vabbè Fabri,
anche tu evidentemente non hai compreso l'esatto spirito delle mie osservazioni.
Chi ha mai detto che il Ricca farebbe male ad aprire il suo Blog?
Anzi a questo punto aprirò anch'io il mio Blog antiBlog. Che ne
dici?
Il punto è tutto un'altro.
Un conto è il tuo progetto, che circosrcive molto gli ambiti della
cosa. Sono certo che oltre ad essere simpaticamente nuovo porterà
indubbia utilità ed un nuovo metodo di confronto e scambio sulla
rete avendo un suo scopo preciso un conto è sta blog mania del
cazzo.
Sono arrivato a 35 anni (quasi) con tanti cazzi, tanti dubbi ma tanta
voglia di migliorarmi grazie alle esperienze di altri e di migliorarne
alcune altre con la mia modesta esperienza.
Ancora mi spezzo in due a fare progetti di comunicazione attiva e di reale
utilità per i clienti e la società. Pagine e pagine, ed
ore ed ore di lavoro, per convincere un centro diagnostico a trasferire
on-line l'agenda appuntamenti per facilitare l'accesso agli esami da parte
degli utenti, o a concepire sistemi di pubblicazione e di scambio per
gli avvocati o di conservazione dei libri antichi e relativa diffusione
sulla rete.
Poi magari il mio stesso referente taglia corto su questioni decisive
perchè è il primo ad essere sostanzialmente interessato
solo al meglio vero della rete, la chat, i blog, la webcam, i chips.
Massì, forse sono soltanto io il coglione, forse illudersi che
il web possa portare, alla lunga, un modo nuovo di comunicare e di gestire
intelligentemente parte della propria vita professionale o personale è
solo l'ennesima illusione.
Tanto qualunque sia lo strumento utilizzato, per quanto sofisticato, versatile,
potente, alla gente interessano solo e sempre le solite quattro cazzonate.
Io ne ho già talmente piene le palle di gnueconomy, di selvaggia,
di dagostino e di tutta sta roba vomitevole che pensare di moltiplicarla
per 10.000 mi fa inorridire.
Ma perchè cazzo non portare le vostre esperienze forti e competenti
sulla rete? Percè Ricca, ad esempio, non pensi a curare un portalino
sul cinema o sulla pubblicità? O tu Fabrizio uno sulla sicurezza
informatica (ecco, forse il tuo progetto Fabri in questo ha qualcosa in
più)? O tu Poli sul paracadutismo? Ci sarebbe solo da imparare
qualcosa per molta gente, invece che da perdere tempo. Gli strumenti ci
sono, come per sti cessi di blog che non servono a un cazzo.
Basta con le opinioni di tutti sant'iddio. Siamo già 60 milioni
di tecnici della Nazionale. Non ci servono 60 milioni di taumaturgi, politologi,
gossippari e cagoni vari.
Internet da la possibilità a tutti di dire qualcosa? Non significa
che tutti ne siano in grado, o che dicano qualcosa di cui ad altri freghi
un cazzo.
Il mondo va veramente a rotoli, puttana sta eva, ed io con due bimbi in
spalla devo constatare, rabbrividendo, che la nostra generazione (nella
sua componente migliore, tra l'altro, amici e persone di cervello, di
valori, di qualità) ha ancora voglia di tutta sta merda? sto poltigliame
inutile di stupidaggini da peracottari, di spettacolo decadente?
Anzi, ha fame di contribuire a crearne altro?
Oppure è per diletto che lo fate? Per passatempo? Ma allora mi
chiedo, con il lavoro che facciamo, con la faccia dentro un monitor 10
ore, con il bombardamento assurdo di informazioni al quale siamo soggetti
rinchiusi in ste fumere invivibili, a nessuno viene voglia per caso, che
sò, di imparare a recitare? o di dipingere o disegnare? di fare
trekking o scrivere un libro? di girare un corto? Di suonare?
Macchè. Se siete arrivati fino qui a leggere. Se vi siete sorbiti
questa mia assurda BLOGGATA, evidentemente siete proprio tutti cotti marci
Suerte (evvai con la citazione bloggara)
il dAMO
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| Da: shalaessi |
Uhm... sono combattuto... l'idea del blog in sè e per sè
mi piace.
In principio il blog era definito come "my own private diary on web"
e chinque avesse voglia di condividere pernsieri,opinioni e magari
anche cazzate poteva farlo senza chiedere permesso...
Meno mi piace l'idea di blogstar... che vordì??? Il discorso è:
voglio essere una blogstar per avere una possibilità di arrivare
ai
media che contano?
E' perchè devo arrivare in TV o in radio? Siamo forse affetti da
sindrome warholiana "anch'io voglio i miei 15 minuti"?
Fabri... la Lucarelli ciurla nel manico... fa tanto quella che vuole
distinguersi dal manipolo di starlette, ma di per sè presenzia
alla
grande in quello che è il programma (non per me... ) del momento:
l'isola dei "robbosi".
Spero di non vedervi mai in TV, se non per partecipare a un quizzone
dove si vincono quattrini...
Anyway... non vedo l'ora di vedere i blogs de noantri...
Sgracchiu... le tue parole mi ricordano un bellissimo film di Sidney
Lumet... "Quinto Potere"... lì Peter Finch impersonava
un anchor men
che diventava per esigenze di audience "Il pazzo profeta dell'etere"
ma che tanto pazzo non era...
Il tuo ipotetico blog, ammesso che tu ne creerai uno potrebbe seguire
una traccia simile....
Cip, Ciop, Ciap
Miche
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